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LA TENTAZIONE E LA TRAPPOLA DEL POTERE

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Mc 10, 35-45

E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo.” Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra.” Gesú disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?” Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesú disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato.”

All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesú, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è cosí; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.”

*****

Marco è l'evangelista che si mostra piú duro di fronte a ciò che qualifica come “cecità e sordità” dei discepoli per vedere e intendere il messaggio di Gesú.

La contrapposizione con gli atteggiamenti del Maestro si evidenzia, in modo particolare, nei cosiddetti “annunzi della passione”. Mentre Gesú presenta il suo cammino come “dono di sé” fino alla fine, loro sono in preda alla paura oppure discutono per questioni di potere o di “importanza” all'interno del gruppo.

Il potere, in qualsiasi sua forma e intensità, costituisce una delle tentazioni piú forti per l'essere umano. Il motivo è semplice: nasce dalla necessità dell'io di autoaffermarsi. E ad esso sono associate inoltre sensazioni (pur illusorie) di sicurezza e di libertà. Infatti si ha la credenza che, avendo piú potere, uno si sentirà piú sicuro e potrà fare ciò che vorrà. Se teniamo presente che il perseguire tali “ideali” costituisce l'essenza stessa dell'io, sarà facile per noi avvertire che il potere appaia come una delle tentazioni piú intense.

Dov'è radicata la trappola? Come in ogni altro caso, nella menzogna. Tutto ciò che ci allontana dalla verità che siamo produce necessariamente confusione e sofferenza. E questo è valido anche in quest'altra formulazione: ogni volta che sperimentiamo confusione e sofferenza è segno che ci siamo staccati (allontanati) dalla verità che siamo.

Finché siamo “intenti” a perseguire le aspettative dell'ego, continuiamo a rinforzare la falsa credenza che ci riduce ad esso. Il  che significa aumentare la schiavitú davanti alle necessità e le paure che via via si sono programmate in noi.

La saggezza -la verità- che conduce alla libertà non passa per cedere alle esigenze dell'ego, ma per entrare in connessione con il nostro anelito piú profondo e vivere consapevolmente ancorati alla nostra vera identità, dove ci sentiamo sempre in salvo e uno con tutti.

Da questa comprensione nasce anche il comportamento che propone il saggio Gesú, a partire dalla sua stessa prassi di servizio e dono di sé: “Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.”

 

Enrique Martínez Lozano

www.enriquemartinezlozano.com

Traduzione: Teresa Albasini

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