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ANELITO E PIENEZZA

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Mc 1, 7-11

"Dopo di me viene uno che è piú forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo."

In quei giorni Gesú venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentí una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto."

*****

Le prime comunità vogliono segnare le differenze tra Giovanni e Gesú. Per questo motivo, mettono sulla bocca del Battista il contrasto fra il "battesimo con acqua" e il "battesimo con lo Spirito Santo".

Il primo farebbe riferimento ad un rito simbolico, nel quale si esprimerebbe la volontà della persona -sommersa e riemersa dall'acqua- di "rinascere", pulita e rinnovata. Il secondo invece ha un colore di gratuità ed esprime la comunicazione della stessa vita divina da parte dello Spirito. Quello simboleggerebbe l'anelito della persona ed il suo desiderio di rinnovamento; questo conferirebbe la Vita in pienezza.

Al di là dei contrasti che la mente stabilisce, soprattutto in ambienti di polemica dove si mettono in discussione gli interessi dell'ego, la realtà è che tutti siamo, allo stesso tempo, anelito e pienezza. O meglio, siamo pienezza che percepiamo come anelito.

L'anelito non è un semplice desiderio. Si tratta del dinamismo profondo che, riconosciuto o no, ci sostiene in ogni momeno e ci spinge in avanti: è il dinamismo della Vita che, in definitiva, costituisce la nostra identità. Nel percepirlo e assecondarlo, siamo già situati nella direzione adeguata. Ma la trappola consisterebbe nel ridurci ad esso e cosí proiettare, in un futuro immaginato, la pienezza che costituisce il suo oggetto.

La verità è che siamo già pienezza, che si esprime in una forma concreta. Nel far tacere la mente e porre attenzione, sperimentiamo che siamo Vita, senza inizio né fine, abitata da un dinamismo non differente dalla stessa, grazie al quale si dispiega in infinità di forme.

L'atteggiamento saggio consiste, pertanto, nel percepire l'anelito -sia pur percepito in un primo momento superficialmente sotto forma di ansietà- come chiamata alla nostra fonte, invito a "tornare a casa", a riconoscerci come Vita in pienezza.

Juan Carlos Savater lo esprime con queste parole: "Anteriore all'idea dell'essere tale o quale persona, anteriore a qualunque tipo di ragionamento o di pensiero, c'è un'innata "certezza di essere". Una nuda o pura coscienza che è e sa di essere. Questa è sempre, non la piú grande, ma veramente la nostra unica e indiscutibile certezza."

Cominciavo parlando di differenze e contrasti. Anche questo ha il suo luogo nel mondo del relativo (il mondo delle forme). Tuttavia, nel piano profondo, il cielo è sempre stato "aperto", la "colomba" creatrice ha continuato sempre ad aleggiare e nel profondo del nostro cuore c'è sempre stata una voce che ci ricordava: "Tu sei il mio figlio amato/la mia figlia amata".

 

Enrique Martínez Lozano

www.enriquemartinezlozano.com

Traducción: M.T. Albasini

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