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Libro de la biblia

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Fecha de Creación (Inicio - Fin)

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NON SCENDERE DALLA CROCE

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Secondo il racconto evangelico, quelli che passavano davanti a Gesù crocifisso si burlavano di lui e, ridendo della sua sofferenza, gli facevano due suggerimenti sarcastici: se sei Figlio di Dio, «salva te stesso» e «scendi dalla croce».

Questa è esattamente la nostra reazione di fronte alla sofferenza: salvare noi stessi, pensare solo al nostro benessere e, di conseguenza, evitare la croce, passare la vita evitando tutto quello che ci può far soffrire. Anche Dio sarà come noi? Qualcuno che pensa solo a se stesso e alla sua felicità?

Gesù non risponde alla provocazione di quelli che si burlano di lui. Non pronuncia alcuna parola. Non è il momento di dare spiegazioni. La sua risposta è il silenzio. Un silenzio che è rispetto di quelli che lo disprezzano e, soprattutto, compassione e amore.

Gesù rompe il suo silenzio solo per rivolgersi a Dio con un grido straziante: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Non chiede che lo salvi scendendolo dalla croce. Soltanto che non si nasconda né lo abbandoni in questo momento di morte e sofferenza estrema. E Dio, suo Padre, rimane in silenzio.

Solo ascoltando fino in fondo questo silenzio di Dio scopriamo qualcosa del suo mistero. Dio non è un essere potente e trionfatore, tranquillo e felice, alieno dalla sofferenza umana, ma un Dio silenzioso, impotente e umiliato, che soffre con noi il dolore, l’oscurità e fin la stessa morte.

Per questo, nel contemplare il Crocifisso, la nostra reazione non può essere di scherno o disprezzo, ma di preghiera fiduciosa e riconoscente: «Non scendere dalla croce. Non lasciarci soli nella nostra afflizione. A che ci servirebbe un Dio che non conoscesse le nostre sofferenze? Chi ci potrebbe capire?».

In chi potrebbero sperare i torturati di tante carceri segrete? Dove potrebbero riporre speranza tante donne umiliate e violentate senza alcuna difesa? A che cosa si aggrapperebbero gli infermi cronici e i moribondi? Chi potrebbe offrire consolazione alle vittime di tante guerre, terrorismi, fami e miserie? No. Non scendere dalla croce, poiché, se non ti sentiamo «crocifisso» insieme a noi, ci vedremo più «perduti».

 

José Antonio Pagola
Traduzzione: Mercedes Cerezo

Publicado en www.gruposdejesus.com

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