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Fecha de Creación (Inicio - Fin)

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IDUCIA, SÌ, LEGGEREZZA, NO

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Lc 13, 22-3

La società moderna va imponendo con forza sempre maggiore uno stile di vita segnato dal pragmatismo dell'immediato. Interessano appena le grandi questioni dell'esistenza. Non abbiamo più certezze salde né convinzioni profonde. A poco a poco ci stiamo convertendo in esseri triviali, pieni di topici, senza consistenza interiore né ideali che sostengano il nostro vivere quotidiano, al di là del benessere e della sicurezza del momento.

È molto significativo osservare l'atteggiamento generalizzato di non pochi cristiani di fronte alla questione della «salvezza eterna» che tanto preoccupava solo pochi anni fa: molti l'hanno semplicemente cancellata dalla loro coscienza; alcuni, non si sa bene perché, si credono di aver diritto a una «fine felice»; altri non pensano più né a premi né a castighi.

Secondo il racconto di Luca, uno sconosciuto fa a Gesù una domanda frequente in quella società religiosa: «Sono pochi quelli che si salvano?». Gesù non risponde direttamente alla sua domanda. Non gli interessa speculare su questo tipo di sterili questioni, tanto amate da alcuni maestri dell'epoca. Va direttamente a quel che è essenziale e decisivo: come dobbiamo agire per non rimanere esclusi dalla salvezza che Dio offre a tutti?

«Sforzatevi di entrare per la porta stretta». Queste sono le sue prime parole. Dio apre a tutti noi la porta della vita eterna, ma dobbiamo sforzarci e lavorare per entrare per essa. Questo è l'atteggiamento sano. Fiducia in Dio, sì, leggerezza, spensieratezza e false sicurezze, no.

Gesù insiste, soprattutto, che non ci inganniamo con false sicurezze. Non basta appartenere al popolo d'Israele, non è sufficiente aver conosciuto personalmente Gesù sulle strade di Galilea. La cosa decisiva è entrare fin da ora nel Regno di Dio e nella sua giustizia. Di fatto, quelli che restano fuori dal banchetto finale sono, letteralmente, «gli operatori d'ingiustizia».

Gesù invita alla fiducia e alla responsabilità. Nel banchetto finale del Regno di Dio non siederanno solo i patriarchi e i profeti d'Israele. Ci saranno anche pagani venuti da tutti gli angoli del mondo. Stare dentro o stare fuori dipende da come ciascuno risponde alla salvezza che Dio offre a tutti.

Gesù termina con un proverbio che riassume il suo messaggio. In relazione al Regno di Dio, «vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi». Il suo avvertimento è chiaro. Alcuni che si sentono sicuri di essere ammessi possono restare fuori. Altri che sembrano da sempre esclusi possono restare dentro.

 

José Antonio Pagola

 Traduzzione: Mercedes Cerezo

Publicado en www.gruposdejesus.com

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